domenica 2 marzo 2014

He's right

Ho sempre avuto dei problemi con la religione. In particolare con quelle che non sono classificate come religioni “ufficiali”, quelle che non hanno messia e profeti, ma che fanno più adepti della chiesa cattolica e combattono guerre sante invisibili. 
Le religioni della mediocrità, della famiglia normale, del lavoro tranquillo, dei sabati sera. Questi culti pagani universalmente accettati per cui la tua vita deve essere "timbrare un cartellino fino a schiattare", ma solo dopo aver perpetrato la specie.
Io non credo. 
Non credo che si debba vivere e morire dove si nasce. Non credo che si debba per forza trovare il lavoro “regolare", che si debba andare il mercoledì al cinema e il sabato in discoteca. Non credo che ci sia una persona giusta per noi in eterno, che si debba firmare un contratto che ci obbliga alla convivenza a tempo indeterminato.Non credo che si possano amare le persone sbagliate, così come non si possono amare le persone giuste, si può solo amare ed accettarne le conseguenze, senza rinnegare le proprie scelte.
Insomma, non credo che esista solo la formula approvata dalla società, e dalla mediocrità, per essere felici. Credo invece che ne esistano milioni, ma che per ragioni di convenienza ci hanno abituati a vederne solo una, perché le altre sono difficili e richiedono coraggio.
E forse brucerò come eretica, mi insulteranno, mi denigreranno. Ma alla fine, su quella gogna, mentre tutti dall’alto della loro “normalità” guardano e giudicano rabbiosi, sorriderò perché so che in fondo ha ragione lui. Per tutte le scelte che ha fatto. Per il coraggio che ha avuto. Ha sempre avuto ragione lui, anche quando ha scritto questa canzone.