C’è un intercalare che amo a Napoli: «ecco qua».
Lo dicono i negozianti quando ti portano quello che hai chiesto e in generale chiunque quando una cosa è andata male - tono scocciato - o quando invece si è particolarmente soddisfatti di qualcosa - tra il soffiato e il perentorio con se stessi - o quando semplicemente è finita. Non è «ecco», non «ecco a lei», ma «ecco qua», da pronunciarsi «eccoqqua».
Io dico adesso: ecco qua. Con quale tono ve lo lascio immaginare.
(il disco più bello di questo 2014)